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sabato 21 gennaio 2012

Andar per libri: "la mano che teneva la mia" di Maggie O'Farrell

ANDAR PER LIBRI


La scoperta di oggi riguarda un romanzo uscito solo nell'ottobre 2011, ma inspiegabilmente sfuggito alla mia attenzione.


Titolo: La mano che teneva la mia Autrice: Maggie O'Farrell
Casa editrice: Guanda Pagine: 384
Prezzo: € 18,50

Uscito il 6 ottobre 2011, La mano che teneva la mia è il terzo romanzo tradotto in italiano della scrittrice britannica (precisamente dell'Irlanda del Nord), Maggie O'Farrell. Ambientato a Londra tra gli anni Cinquanta e oggi, il romanzo alterna le vicende di Lexie e Elina, due donne piene di sogni giunte nella City per realizzare il futuro che hanno sempre sperato. Un legame segreto collega le due storie e la O'Farrell, con un potente stile descrittivo, ci mostrerà come le vicende si uniscono.
The hand that first held mine (titolo originale) è l'ultimo romanzo della scrittrice. Gli altri due tradotti in italiano, Dopo di te (Sonzogno) e Quando Esme Lennox svanì (Il saggiatore), purtroppo sono fuori catalogo.


La trama:

Nella vitale Londra del secondo dopoguerra, la giovane Lexie Sinclair, appena arrivata dalle campagne del Devon, sente che tutto è possibile. Mentre cerca di realizzare il sogno di diventare giornalista, viene in contatto con un mondo pervaso da uno straordinario fermento culturale: la Soho degli anni Cinquanta. Quartiere bohème di locali rumorosi, prostitute, immigrati, e di artisti e intellettuali, come Francis Bacon, Lucien Freud o John Deakin. Qui Lexie trova anche l’amore in un uomo più grande di lei, un importante editore. Nella Londra di oggi, Elina, una giovane artista finlandese, ha in comune con la sua coetanea di cinquant’anni prima la grande attrazione per questa città e la voglia di affermarsi nel proprio lavoro. Ma Elina è diventata mamma da poco e fatica a superare le difficoltà delle prime settimane a casa con un neonato. Ted, il padre del bambino, le sta accanto in questo momento delicato e anche lui fa i conti con la paternità. Guardando il figlio, la mente di Ted corre alla propria infanzia, ma riaffiorano immagini, ricordi, pensieri che non coincidono con quello che lui sa del proprio passato...

Dicono del libro:

 "Maggie O'Farrell traduce felicemente in narrazione le pulsioni dell'amore romantico, le gioie e i dolori della maternità, i nodi inestricabili delle vicende di famiglia."
Boston Globe

"Si comincia a leggere e non si riesce a smettere... Un'autrice che si inserisce a pieno titolo tra le migliori voci della narrativa inglese."
Literay Review


Un brano:

"Ed ecco Lexie, su un marciapiedi a Marble Arch. Si sta aggiustando il dietro della scarpa e lisciando i capelli. È una serata calda, velata, poco dopo le sei. Uomini in giacca e cravatta e donne con il cappellino e i tacchi alti che tirano bambini per mano le scorrono tutt’intorno come se loro fossero un fiume e lei una roccia. Ha iniziato il nuovo lavoro da due giorni. È assistente ascensorista in un immenso grande magazzino. L’ufficio di collocamento l’ha mandata lì dopo il risultato desolante della prova di dattilografia, e da allora non fa che ripetere: «Che piano, signora?», «Sale, signore?», «Terzo piano, casalinghi, merceria e modisteria, grazie». Non aveva mai immaginato che si potesse fare una cosa tanto stupida. O di riuscire a tenere a mente la struttura di un negozio di sette piani, O che una persona potesse comprare tante cose: cappelli, cinture, scarpe, calze, cipria, retine per capelli, completi da uomo. Li ha visti, gli elenchi della spesa che le persone reggono con mani guantate, ha sbirciato da dietro. Tanto quello è solo l’inizio, lo sa. E lì, è a Londra: la sua vita in technicolor comincerà da un momento all’altro, ci scommette, ne è sicura: deve cominciare per forza."

L'autrice:

Maggie O'Farrell photoMaggie O’Farrell, nata in Irlanda del Nord nel 1972 e cresciuta tra il Galles e la Scozia, vive attualmente a Londra. Ha esordito con il romanzo After You’d Gone (2000). Il suo terzo romanzo, The Distance Between Us (2004), ha vinto il Somerset Maugham Award, mentre per La mano che teneva la mia le è stato conferito il Costa Book Award for Fiction 2010. Altri titoli: My Lover’s Lover (2002) e The Vanishing Act of Esme Lennox (2006).

mercoledì 26 ottobre 2011

W W W... Wednesdays - XXXII -

@http://shouldbereading.wordpress.com



Cos'è W W W Wednesdays? E' una specie di gioco, basta rispondere a tre semplici domande:


  • What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
  • What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)
  • What do you think you'll read next? (Quale sarà il prossimo libro che leggerai?)


What are you currently reading?


Sto leggendo Lemonade di Nina Pennacchi, romanzo di una giovane scrittrice italiana ambientato in una nazione e un periodo storico che amo davvero molto, ovvero la prima metà dell'Ottocento inglese. Sto agli inizi, non posso dire molto, ma spero mi stupisca.
















What did you recently finish reading?

  Gianluca Morozzi presenta
Ho appena finito di leggere due libri, Lo specchio del mio segreto e Chi non muore. Sono molto diversi tra loro, il primo mi ha davvero toccato il cuore con la storia d'amore di Leila e Said (QUI la recensione), mentre nel secondo Angie la rockettara, sebbene non abbia lasciato un segno indelebile, ha saputo farmi sorridere.










What do you think you'll read next?


La mia prossima lettura sarà sicuramente Scomparsa. Ho proprio voglia di struggermi con questo thriller psicologico!

martedì 25 ottobre 2011

Recensione: "Chi non muore" di Gianluca Morozzi

Gianluca Morozzi presenta



La trama:

Angela detta Angie è una studentessa fuorisede a Bologna, molto carina, aspirante cantante, anche se troppo pigra per impegnarsi seriamente nella musica. Divide un appartamentino con quattro odiate coinquiline, è convinta che il suo migliore amico Lucio sia gay, e ha messo in crisi la propria band intrecciando relazioni sia col batterista che con il chitarrista. Si innamora degli uomini in cinque secondi, ha un talento insospettabile per la meccanica, ha curiosità lesbiche mai verificate, ed è stata la bambina-immagine di una famosa merendina. La sua vita cambia il giorno in cui, in sala prove, incontra Mizar: tastierista bellissimo, triste e solitario, di cui, come sua abitudine, si innamora in cinque secondi. Indagando su Mizar, viene a conoscenza di una storia misteriosa e irrisolta: Mizar è l'unico superstite di una band i cui membri, molti anni prima, sono stati uccisi uno dopo l'altro, nella stessa notte, in tre punti diversi della città. Mizar si è salvato (e allo stesso tempo ha un alibi di ferro) perché stava suonando a quattrocento chilometri da Bologna, Angie e Lucio iniziano a indagare su questa torbida vicenda, mentre Angie cerca di conoscere meglio il fascinoso Mizar, che viene marcato stretto dalla bellissima, ambigua e seduttiva Valentina. Mizar, che ha un segreto terribile, legato a un pomeriggio d'estate di molti anni prima, in una discarica in mezzo alle campagne. Che vive isolato, in fondo a un sentiero che porta a due case gemelle...


Un romanzo che sa essere divertente, oscuro e al tempo stesso fastidiosamente ridondante, come la sua protagonista Angie. In un turbinio di parole, immagini e situazioni, Morozzi crea una nuova leggenda metropolitana grazie a dei protagonisti gustosamente sopra le righe, talvolta eccessivi sullo sfondo di una Bologna decisamente underground. 



La mia recensione


Chi non muore di Gianluca Morozzi ci trascina in una Bologna decisamente undergroud conducendoci tra le viuzze della città seguendo il tortuoso percorso di Angie, giovane ragazza originaria dell’Abruzzo e approdata nel capoluogo dell’Emilia-Romagna per studiare all’Alma Mater e per fare la rocker a tempo perso.

Le parole underground e rocker sono forse gli aggettivi che meglio qualificano questo romanzo, che altro non è se non un lunghissimo monologo della protagonista che ci rende partecipi di tutto ciò che le passa in testa, complice una scrittura che procede a scatti e che cerca di simulare il groviglio mentale della giovane ventiduenne.

Angie è una tipa che non sta ferma un attimo, che non sa cosa vuole dalla vita, ma che se si fissa su una cosa fa di tutto per realizzarla. Vuole fare la cantante rock, ma non gli riesce un granché bene, vuole essere una super famme fatale, ma poi cade nella trappola di Valentina che le arti del mestiere le conosce meglio di lei, vuole essere amata da Mizar, ma il ragazzo è la persona più complessa schiva e disorientata che lei potesse mai trovare.

Nella mente di Angie è come andare sulle montagne russe: partenze a razzo, brusche frenate, curve improvvise. A leggere queste pagine si può essere colti da mal di mare tanti sono i cambiamenti che il lettore subisce nello scorrere la storia.

E come ogni storia metropolitana che si rispetti, anche Chi non muore hai i suoi misteri, le sue leggende. Mizar, il ragazzo dal talento incommensurabile per il piano che Angie definisce il sosia triste di Eddie Vedder, faceva parte di un gruppo i cui componenti furono tutti uccisi in circostanze misteriose nel lontano 2003.

Gli ingredienti per una storia oscura e fumosa ci sono tutti e Bologna si presta molto bene come ambientazione per queste atmosfere dark. Morozzi ci descrive la città che si accende al tramonto, quella dei locali sperduti nelle vie e delle band che si ritrovano a provare nello stesso locale.
Angie fa parte di quel mondo, o meglio ne vuol far parte disperatamente. Il suo atteggiamento è quello della star egocentrica, che vuole sempre i riflettori puntati addosso ed è talmente convinta di sé che alla fine ci fa credere anche gli altri.
 
Ma il suo sentirsi super figa, estremamente capace di gestire ogni situazione, di fare sesso con chiunque lei voglia e quando lei voglia non è nient’altro che la maschera per proteggersi dalla sua debolezza, dalle sue paure e insicurezze.

L’atteggiamento molto “rock” di snobbare le coinquiline e di chiamarle con i soprannomi più pungenti per rimarcare i loro difetti e le loro manie (abbiamo Acido/acida, Candeggina, Papagirl e La cosa), il ripetere fino allo sfinimento che il suo amico Lucio è gay (e molto probabilmente è così) e che lei è assolutamente etero (su questo c’è qualche dubbio, magari non lesbica, ma bisex), non sono altro che le sue difese di cartone che non reggono all’urto dell’incontro con i fratelli Valentina e Mizar.

L’omicidio in cui è invischiato il suo nuovo amore è qualcosa di veramente buio e inquietante, ma mentre tutti scapperebbero a gambe levate, Angie resta lì e cerca di scavare più a fondo senza sapere dove quelle ricerche possono portarla.

La storia procede a passo spedito, di sicuro con una protagonista del genere non ci si annoia anche se a volte le sue esagerazioni diventano eccessive. Morozzi infarcisce il testo di mille riferimenti e conduce l’azione in maniera tale da ricordare il modus operandi di Tarantino, non per quanto riguarda lo splatter ma per il suo citazionismo, dando al romanzo una qualche sfumatura hard boiled.
La Valentina del romanzo assomiglia alla Valentina di Crepax, Mizar, come già detto, ricorda Eddie Vedder, Lucio è una fonte inestinguibile di riferimenti a libri, gruppi musicali e personaggi conosciuti. Tutto ciò riesce a rendere più reale ciò che circonda i personaggi di questa storia, ma a volte non lascia al lettore il tempo di unire i puntini e fare da solo i propri paragoni. Solo un riferimento non viene citato, ma chi ha un po’ di dimestichezza con i film noir forse avrà riconosciuto. L’inizio della storia con la protagonista moribonda che poi ci racconta tutto quello che è accaduto fino ad arrivare al punto dove il romanzo è iniziato, ricorda lo schema narrativo de La fiamma del peccato (Double Indemnity) di Billy Wilder, anche se poi la storia è completamente diversa.

E come in ogni leggenda metropolitana che si rispetti spunta anche l’elemento incredibile, inspiegabile che rende la storia raccontata meno reale e più vicina alla dimensione onirica, più precisamente quella dell’incubo. Qui l’accostamento con la serie culto degli anni ’90 Twin Peaks, non è casuale. Morozzi lo cita nel romanzo, un locale di Bologna dove i protagonisti si recano ha proprio il nome di uno dei luoghi del telefilm, La loggia nera, e l’atmosfera surreale che aleggia nel romanzo deve molto al genio creativo di David Lynch.

Chi non muore è una storia che si lascia leggere con facilità e proprio con la stessa curiosità morbosa con cui si ascoltano le urban legends si arriva alla fine in un batti baleno. La dimensione da leggenda che pervade tutto il romanzo e che si mette in contrasto con la razionalità e realtà degli omicidi che sono accaduti instilla nel lettore un dubbio, credere o non credere a quello che ci viene raccontato?
Allora i lettori si divideranno, i razionali rimarranno delusi dalla svolta finale del romanzo e quelli che lasciano la porta aperta all’immaginazione avranno di che arrovellarsi il cervello, perché dopo tutto esiste il detto “chi non muore...”


VOTO DEL BLOG:

 Good Book. Libro gradevole, per una lettura spensierata.

mercoledì 21 settembre 2011

W W W... Wednesdays - XXIX -

@http://shouldbereading.wordpress.com


Cos'è W W W Wednesdays? E' una specie di gioco, basta rispondere a tre semplici domande:  
  • What are you currently reading?  (Cosa stai leggendo?)
  • What did you recently finish reading? (Cosa hai appena finito di leggere?)
  • What do you think you'll read next? (Quale sarà il prossimo libro che leggerai?)  
Queste sono le mie risposte:  

What are you currently reading? 


Sto leggendo un libro che ho atteso con grande trepidazione, Sono nel tuo sogno di Isabel Abedi. Sto ancora all'inizio ma conto di finirlo per stasera, mi sta prendendo decisamente. Domani avrete la mia recensione in occasione dell'ultima puntata dello SPECIALE.




























What did you recently finish reading? 


Ho appena finito di leggere Il domani che verrà, uno young adult che mi ha davvero colpito per la sua diversità all'interno del panorama dei romanzi per adolescenti (e non solo). Se avete voglia di tentare la fortuna, potete provare a vincere una copia partecipando al GIVEAWAY.
























What do you think you'll read next?


Questa è una domanda difficile, ci sono tante cose che mi aspettano sopra il comodino (ormai hanno colonizzato anche la scrivania ^_^), ma penso che mi darò a bel thriller, Chi non muore di Gianluca Morozzi.











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