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giovedì 1 dicembre 2011

Giovedì in Giallo - XXXVI -

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Arrivato giovedì ed ecco che ritorna il nostro appuntamento con la letteratura gialla. Ponte alle grazie ci offre la possibilità di leggere un bellissimo romanzo che arriva dalla Svezia e che ha incontrato il favore del pubblico, L'uomo della domenica di Thomas Kanger. Uscito a metà giugno, voglio riproporvelo ora quando anche il nostro clima si avvicina (anche se molto lontanamente) a quello dei posti descritti nella storia.
Libro da leggere e da regalare.


Titolo: L'uomo della domenica Autore: Thomas Kanger
Casa editrice: Ponte alle grazie Pagine: 320
Prezzo: € 18,60


La trama:

Ylva è stata uccisa venticinque anni fa, tra i boschi della Lapponia svedese. La sua bambina è scomparsa. Delitto irrisolto e archiviato. È Elina Wiik, della squadra omicidi di Västerås, ad accollarsi il compito di individuare il colpevole prima che il crimine cada in prescrizione. Osteggiata dai superiori, che la vedono come una semplice pedina nella scacchiera dei loro giochi di potere, ha appena tre settimane di tempo per riuscire laddove gli investigatori di allora hanno fallito. Ma Elina possiede qualcosa che a loro manca: gli occhi di una donna. Soltanto lei può arrivare a capire chi era veramente Ylva e ricostruire l’esatto meccanismo che ha condotto alla sua morte. Con arte sottile nel calibrare la suspense, Thomas Kanger mette in scena una caccia serrata all’assassino, che tiene avvinti fino all’ultima pagina. A condurla, una donna di grande temperamento e carisma – una di quelle personalità forgiate dalla vita e incapaci di lasciare indifferenti chiunque entri nel suo raggio d’azione –, che nelle abili mani dell’autore diventa lo specchio rovesciato di una società intimamente misogina. E a far da sfondo alle sue vicissitudini, il paesaggio del Grande Nord che assiste a tanta efferatezza , spettatore silente e immobile di fronte ai tragici incroci di destini.


Dicono del libro:

"Kanger è uno dei più grandi scrittori del genere poliziesco in Scandinavia, credetemi!"
Anne Holt

"Con L’uomo della domenica Kanger ha scritto una storia straordinaria, degna del miglior romanzo poliziesco svedese. Gli appassionati di Henning Mankell e Arnaldur Indridason lo ameranno."
Encre noire

"Thomas Kanger ha scritto un romanzo incisivo, incentrato su una suggestiva società svedese ancora segnata dal mistero intorno all’omicidio del primo ministro Olof Palme."
Le Maine Libre


Un estratto: 



"Ora toccava alla renna fare domande. «Ma tu chi sei? Tremo dalla paura al solo vedere i tuoi denti gialli e le tue fauci rosse».
Quando il lupo si accorse che la renna arretrava e che lui le faceva paura, agitò la coda e ringhiò la sua risposta. «Stai attenta, perché sono molto affamato».
Da allora in poi, il lupo ebbe il sopravvento e la renna fu la sua preda."


L'autore:



Thomas Kanger è nato in Svezia e, prima di trasferirsi in pianta stabile a Västeras, vicino a Stoccolma, ha vissuto in Gran Bretagna,Vietnam, California, India e Palestina. Per molti anni ha lavorato come giornalista corrispondente da Israele. Il suo rientro in patria ha sancito l’inizio della prolifica carriera di scrittore di noir. I suoi libri sono stati tradotti in Germania, Norvegia, Finlandia,Danimarca,Paesi Bassi, Spagna, Francia, Polonia e Vietnam.

lunedì 7 novembre 2011

Chi ben comincia - III -

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Un nuovo inizio di settimana, un nuovo incipit da gustare insieme. Oggi è la volta di Cantavamo nel buio di Lesley Kagen, un romanzo che ho letto un po' di tempo fa e che merita davvero, uno spaccato dell'America degli anni '60, la tenera storia di due sorelle molto unite. 



Non seppi mai esattamente chi trovò il corpo senza vita di Sara Heinemann giù alla laguna. Ma fu Willie O'Hara a riferirci che giaceva sull'erba, tra le barche a remi rosse e mezze marce che si potevano noleggiare a un dollaro per andare a pesca. Sara aveva le mutandine rosa intorno al collo a mo' di fiocco ed era nuda. Le avevano anche tagliato un po' dei suoi capelli biondi, proprio come a Junie Piaskowski l'estate precedente.
Nessuno immaginava che in Vliet Street potessero accadere fatti simili. Ma come diceva sempre papà... le cose accadono quando meno te lo aspetti. E posso cambiarti la vita. Perché dopo che ebbero trovato il corpo di Sara sembrò che i nostri giochi serali, come quello dei fantasmi, e la parata del Quattro Luglio, e persino i bagni rinfrescanti nell'Honey Creek nelle giornate così calde da farti sudare fino alla punta dei capelli, dovessero diventare parte dei bei tempi andati di cui ci parlava sempre la nonna. Perché una bambina morta era una cosa. Ma due... Tutti cominciarono a chiedersi chi sarebbe stata la prossima. A parte me. Io sapevo chi era.
Era l'estate del 1959. L'estate dei miei dieci anni. Quell'estate, in Vliet Street la gente cominciò a chiudere la porta a chiave.


da Cantavamo nel buio di Lesley Kagen (ed. Ponte alle grazie)

martedì 18 ottobre 2011

La Librerie Centofiori presenta "L'ultima notte di quiete" di Ivan Guerrerio

Un severo ritratto di Milano attraverso gli occhi di chi la abita -
Titolo: L'ultima notte di quiete Autore: Ivan Guerrerio
Casa editrice: Ponte alle grazie Pagine: 141
Prezzo: € 14,00


Domani mercoledì 19 ottobre presso la Libereria Centofiori a Milano alle 18,30 Mauro Gervasini presenterà il libro di Ivan Guerrerio che ha come specchio proprio la grande città lombarda.




Con quelle parole nell'aria ho baciato Simona per la prima volta. Sembrava Il tempo delle mele e non Fragole e sangue, ma gli anni in cui essere giovani uno non se li sceglie.


La trama:


La visuale è quella che si può avere da una torre nel cuore di Sesto San Giovanni: periferie, aree industriali dismesse, costruzioni postmoderne. I personaggi sono il riflesso delle solitudini metropolitane: il cassintegrato Marzio, l’addetta alla ristorazione automatica Giada, la disegnatrice di fumetti erotici Valeria, il neo assunto Mirko. Le azioni incarnano la voglia di riscatto, e sono istintive come piantare una tenda in cima a un tetto, polemiche come organizzare una performance di protesta, fantastiche come inventarsi un personaggio, Rosaria Penc, capace di scompaginare le carte della flessibilità. E il collante è la forza dell’immagine, fotografie accese di call center e tragedie d’attualità, veggenti e sindacalisti, lotte presenti e passate. Istantanee che Ivan Guerrerio prende dall’asfalto, dal grigio delle città e delle nostre vite, o da quell’azzurro del cielo che talvolta sembra rendere tutto possibile. Fino a che L’ultima notte di quiete lascia il passo al mattino. Un’immagine si inserisce nella storia, e ne stravolge il senso. Perché è un’immagine sbagliata, e nessuno potrà più grattarla via, nemmeno il lettore, catturato come tutti dall’obiettivo di questo romanzo viscerale e spurio, che mette il dito nelle piaghe del nostro tempo. Non resta che rimetterla al suo posto, costi quel che costi.


L'autore:

Ivan Guerrerio è nato nel 1963 e vive a Milano. Si è laureato in Giurisprudenza e lavora per il Comune di Milano, occupandosi di appalti. Con il suo primo romanzo, Splendido splendente (Agenzia X, 2009), ha vinto il Premio Calvino 2009.

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