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mercoledì 22 febbraio 2012

A.A.A. ANTEPRIMA: "I segreti di Sible Pelden" di Stella Gibbons

Titolo: I segreti di Sible Pelden Autrice: Stella Gibbons
Casa editrice: Astoria Pagine: 416
Prezzo: € 19,00

Per la casa editrice Astoria oggi esce nelle librerie un romanzo che trae la sua ispirazione da una delle favole più conosciute: Cenerentola. Autrice già tradotta da Astoria (suo è La fattoria delle magre consolazioni) Stella Gibbons torna con  I segreti di Sible Pelden, trascinando il lettore nella campagna inglese degli anni '30 e conducendolo alla scoperta di una realtà frizzante che saprà coinvolgerlo fino all'ultima pagina.
Il romanzo apparve in Inghilterra nel 1938 con il titolo Nightingale Wood, riscuotendo un successo duraturo nel tempo. Ora, grazie ad Astoria, approda finalmente nelle librerie italiane.


Una giovane vedova bella e povera (e un po’ sciocca),
un giovane uomo bello e ricco (e un po’ sciocco),
due cognate zitelle ma imprevedibili,
dei suoceri insopportabili e meschini.
Cenerentola secondo Stella Gibbons!


La trama:

Viola, giovane commessa senza futuro, accetta di sposare il noioso Theodore, il quale tuttavia è così opportuno da morire di polmonite poco dopo le nozze. Senza un soldo Viola, ventunenne, è costretta ad andare a vivere in campagna con la famiglia di lui: l’orrendo signor Wither, ossessionato dai soldi, la sbiadita signora Wither, che disapprova chiunque non sia serioso e insignificante, e le cognate che hanno da tempo superato la trentina - la rigida Madge, tutta sport e cani, e la nevrotica Tina che ha tentato molte carriere senza riuscire in nessuna. L’allegra compagnia vive a Le Aquile, una casa fredda e respingente. Dall’altra parte del bosco vive Victor, il classico Principe Azzurro e Viola, naturalmente, s’innamora di lui, sognando un ballo, un matrimonio fastoso… Dalla prima riga del romanzo, scritto nel 1938, il lettore si trova di fronte a una di quelle storie, meravigliosamente divertenti e aspramente ironiche, che ci regalano uno sguardo non molto lusinghiero sulla gente e la società. Stella Gibbons, rielaborando la favola di Cenerentola, fino all’ultimo ci fa credere all’esito classico e un po’ scontato della storia di un personaggio per poi portarlo su strade del tutto inattese, mostrando l’assoluta imprevedibilità dell’esistenza.

Dicono del libro:


“Siamo negli anni ’30 nella campagna inglese dei cottage, dei garden party, del ballo charity. Ed è qui, in un’atmosfera dove parlare di soldi è volgare ma, di fatto, solo di quelli ci si interessa che, l’autrice, Stella Gibbons, cronista dell’Evening Standard, ambienta la sua rivisitazione della favola di Cenerentola...”
Alessandra Rota, "la Repubblica Sera"

L'autrice:


Stella Gibbons (1902-1989) si diplomò in giornalismo alla London University nel 1923 e lavorò per la “British United Press”, l’“Evening Standard” e “The Lady”. La Fattoria delle Magre Consolazioni, il suo primo romanzo, fu pubblicato nel 1932 e divenne un immediato bestseller (tranne che nello Stato Libero d’Irlanda, da cui fu bandito per l’esplicita approvazione delle pratiche contraccettive). Da allora è sempre stato in commercio, evento piuttosto raro nel mondo editoriale. Nel ’34 vinse il Prix Femina Vie Heureuse. Più volte adattato per la televisione e la radio dalla BBC, nel 1995 John Schlesinger diresse il film, la cui sceneggiatura fu scritta da Malcolm Bradbury. Le critiche furono in ugual misura positive e negative per lo stesso motivo: era una donna ed era divertente. Inoltre l’aver distrutto un genere, quello rurale, passionale-gotico molto in voga all’epoca (si pensi a Thomas Hardy e D.H. Lawrence tra gli altri) non le guadagnò una grande simpatia tra i critici. La Fattoria delle Magre Consolazioni non ha perso nulla del proprio charme anche perché la Gibbons, con insolito acume, tra le nascenti mode di quegli anni ne aveva colte e ridicolizzate alcune, che ancora oggi dominano la nostra esistenza: la psicoanalisi, il cinema e le star di Hollywood, un maschilismo mascherato da intellettualismo.

lunedì 23 gennaio 2012

A.A.A. ANTEPRIMA: "Britannia Mews" di Margery Sharp

Titolo: Britannia Mews Autrice: Margery Sharp
Casa editrice: Astoria Pagine: 384
Prezzo: € 18,00

C'è una casa editrice milanese che mi sta affascinando sempre di più, l'Astoria. Un catalogo davvero interessante che porta alla luce scrittrici del passato, romanzi meno conosciuti ma che merita di essere letti e conosciuti dal pubblico. Il 25 gennaio uscirà Britannia Mews di Margery Sharp; pubblicato a metà anni '40, ma ambientato verso la fine dell'Ottocento, il romanzo parla di una giovane ragazza ricca e viziata che si ritrova a vivere in uno dei quartieri poveri di Londra.
Il nome dell'autrice forse non vi suonerà familiare ma per tutti quei lettori che sono stati bambini tra gli anni '80 e '90 Le avventure di Bianca e Bernie lo conosceranno di sicuro. Ecco, Margery Sharp è l'autrice dei racconti a cui si è ispirata la Disney.

La trama:

Il romanzo è ambientato a Britannia Mews, un quartiere di Londra nato per ospitare gli stallieri e i cavalli delle ville che davano sull’elegante Albion Place, diventato poi nel corso di mezzo secolo quartiere misero e degradato, poi bohemienne, poi alla moda, ma sempre con una fama poco raccomandabile per i borghesi di Londra. Viverci diventa un segno esistenziale, un giudizio sulle scelte di vita della protagonista, Adelaide Culver. Ragazzina di buona famiglia, da subito poco incline ad accettare le convenzioni sociali con le loro regole e, in un certo senso, il loro vuoto, si innamora del maestro di disegno e contro il parere della famiglia, lo sposa. Questo ovviamente determinerà tutto il corso della sua vita e l’allontanamento dalla famiglia, dagli zii, dalla cugina Alice, dal fratello Treff e da tutto il suo mondo. Presto il marito si rivela essere un alcolizzato e i due vivono grazie a una piccola rendita di lei. Passano alcuni anni e, forse involontariamente forse no, Adelaide causa la morte del marito. L’inchiesta la proscioglie, ma una vecchia orribile, soprannominata la Scrofa, la ricatta e le impedisce di realizzare il suo sogno: tornare a casa. Adelaide è prigioniera, di sé e dei suoi sogni infranti prima ancora che della ricattatrice. Un giorno, per caso, incontra Gilbert, un gentiluomo che come lei è fuori del proprio ambiente sociale ma non sembra dispiacersene troppo. Gilbert, di cui Adelaide si innamora e con cui condividerà l’esistenza, le dimostra che il ricatto che sta subendo è inconsistente: a questo punto la nostra eroina potrebbe tornare a casa, ma d’un tratto si scopre orgogliosa della propria vita, strana e fuori delle convenzioni, certo, ma più interessante. I due creano un Teatro delle marionette, perché l’unica cosa davvero straordinaria che avesse fatto il marito di Adelaide era stato costruire, durante un soggiorno in Francia, delle marionette bellissime e questo regalerà loro una certa agiatezza economica, che però non li farà traslocare da Britannia Mews.

L'autrice: 




 Margery Sharp (1905-1991) nacque in Inghilterra ma trascorse gran parte della propria infanzia a Malta. Cominciò a scrivere molto giovane per Punch, Saturday Evening Post, Harper’s, Ladies’ Home Journal e quest’attività le permise, all’epoca in cui divideva un appartamento a Londra con altre ragazze facendo la dattilografa, di guadagnare un po’ più di soldi (la pubblicazione di un racconto al mese le faceva guadagnare 12 sterline) e di potersi permettere di scrivere un romanzo. La presenza di altri non la distraeva, e per tutta la vita scrisse del tutto a proprio agio in mezzo al caos quotidiano. Britannia Mews fu scritto quasi tutto in alberghi, mentre viaggiava durante la guerra dando lezioni ai membri dell’esercito. Sebbene non avesse mai dubitato di voler diventare scrittrice, le sarebbe piaciuto molto anche fare la cameriera a causa “della sua passione per i lavori domestici, i pettegolezzi e le tazze di tè.” Ed è proprio il suo approccio leggero e un po’ pettegolo alla natura umana che le ha permesso di creare personaggi deliziosi che danzano attraverso le pagine. Pubblicata in modo diffuso anche in Italia dopo la guerra, oggi di lei sono presenti sul mercato solo i libri della serie Bianca e Bernie. Da alcuni suoi libri vennero tratti film: nel 1949 venne filmato Britannia Mews col titolo The Forbidden Street con Maureen O’Hara e Dana Andrews, nel 1946 venne tratto un film da Cluny Brown (di prossima pubblicazione presso astoria) con Charles Boyer e Jennifer Jones, del 1962 è L’affittacamere con Kim Novak e Jack Lemmon, tratto da un suo racconto.

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